Manifesto per la comunicazione non ostile nello sport

E’ stato approvato il manifesto per la comunicazione non ostile nello sport, dieci principi base per l’inclusione e la non-ostilità: dal tifo sugli spalti al modo in cui lo sport viene comunicato.

A Bari il 28 novembre si sono riuniti personalità di spicco del mondo dello sport per redigere insieme un Manifesto, i dieci principi ispiratori della sportività che dovrebbero mettere al bando gli atteggiamenti discriminatori e violenti dal linguaggio dello sport, esaltando al contempo i valori fondanti delle discipline sportive.
Un totale di centro persone fra atleti, personalità dalle federazioni e dalle aziende, enti ed anche il direttore della Gazzetta dello Sport, hanno stabilito i principi ispiratori del manifesto che qui sotto elenchiamo.

1. Virtuale è reale.
Sport è dare sempre il meglio di sé. Per questo sia in gara, sia nella vita e nel mondo virtuale, sostengo i valori della correttezza, della condivisione e del rispetto.

2. Si è ciò che si comunica.
Da atleta, da tifoso o da commentatore, so che i miei discorsi dicono chi sono, e quanto credo nello sport che amo. Faccio sì che siano forti, leali, onesti e gentili.

3. Le parole danno forma al pensiero.
Cerco sempre parole giuste. Governo l’adrenalina e l’emozione con il rigore del mio pensiero. Controllo i toni perché lo spirito sportivo vinca anche nella sconfitta.

4. Prima di parlare bisogna ascoltare.
Mi alleno ad ascoltare. Ascolto l’allenatore, l’arbitro, i compagni. Ascolto le lodi, e ascolto le critiche. Ascolto il mio corpo. Ascoltando divento più forte e migliore.

5. Le parole sono un ponte.
Lo sport è un linguaggio che tutti capiscono e il messaggio dello sport è potente: faccio sì che sia positivo, pieno di speranza. Che ispiri le persone. Che le unisca.

6. Le parole hanno conseguenze.
Le mie parole hanno peso e valore: possono in_uire su molte persone rendendole peggiori o migliori. Dunque, anche in piena emozione agonistica parlo con misura.

7. Condividere è una responsabilità.
Sono responsabile dei contenuti che condivido. Esalto la sapienza tecnica, la bellezza, l’armonia, le storie che rincuorano. Condanno il tifo cieco, cattivo e ostile.

8. Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare.
Nello sport non esistono nemici, ma solo avversari: li rispetto perché, senza di loro, non c’è gara. Rispetto regole, arbitri e giudici: sono i garanti della mia passione.

9. Gli insulti non sono argomenti.
Ricordo che lo sport è fair play: gioco leale. L’agonismo è confronto positivo, mentre l’insulto è debole, vigliacco, incivile. Aggredire è il contrario di competere.

10. Anche il silenzio comunica.
Il silenzio vince: è concentrazione e autocontrollo. Evito le parole vuote e inutili. Quelle violente non mi servono: so dimostrare la mia forza e il mio valore coi fatti

 

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